L'Istrione (Le Cabotin)

Charles Aznavour · E Fu Subito Aznavour... [1971]

Io sono un istrione, ma la genialità è nata insieme a me

Nel teatro che vuoi dove un altro cadrà, io mi surclasserò.

Io sono un istrione, ma la teatralità scorre dentro di me

Quattro tavole in croce e qualche spettatore

Chi sono lo vedrai, lo vedrai...



In una stanza di tre muri tengo il pubblico con me

Sull'orlo di un abisso scuro col mio frak e con i miei tics

E la commedia brillerà, del fuoco sacro acceso in me

E parlo e piango e riderò del personaggio che vivrò.

Perdonatemi se, con nessuno di voi, non ho niente in comune

Io sono un istrione a cui la scena dà la giusta dimensione.



La vita torna in me, ad ogni eco di scena che io sentirò

E ancora morirò di gioia e di paura, quando il sipario sale

Paura che potrò non ricordare più la parte che sò già

Poi, quando tocca a me puntuale sono là

Nel sogno sempre uguale... Uguale.



Io sono un istrione ed ho scelto ormai la vita che farò

Procuratemi voi sei repliche in città ed un successo farò

Io sono un istrione e l'arte, l'arte sola è la vita per me

Se mi date un teatro e un ruolo adatto a me

Il genio si vedrà... Si vedrà...



Con il mio viso ben truccato e la maschera che ho

Sono enfatico e discreto versi e prosa vi dirò

Con tenerezza e con furore, e mentre agli altri mentirò

Fino a che sembri verità fino a che io ci crederò

Non è per vanità quel che valgo lo sò e ad essere sincero

Solo un vero istrione è grande come me ed io ne sono fiero...